Destinazioni, Kenya, Watamu

Watamu

watamu
Tempo di Lettura: 15 minuti
Valuz & Nuccio raccontano...
Vi raccontiamo…

Archiviata l’esperienza del Safari e la permanenza nella zona degli altipiani kenyoti, l’itinerario si sposta verso la costa per offrirci qualche giorno di mare e relax, scegliendo come meta il distretto di Kilifi ed in particolare il villaggio di Watamu, ormai famosa meta turistica soprattutto per gli italiani che preferiscono spiagge bianche, mare cristallino ed più tranquillità rispetto alla più vivace e vicina Malindi.

#Come ci siamo trasferiti verso la costa?
*Per il trasferimento da Nairobi abbiamo optato per dei voli domestici, prenotati in anticipo ed autonomamente durante l’organizzazione dell’itinerario, attraverso compagnie low-cost locali (vedi dettagli in questo articolo);
*andata in orario serale con Kenya Airwais a circa 38€ a persona con bagaglio da stiva;
*ritorno al mattino con Fly540 a circa 50€ a persona con bagaglio da stiva;
*partenza/ritorno da/su aeroporto internazionale Jomo Kenyatta (JKIA) a Nairobi e volo diretto su/da aeroporto di Malindi;
*per ottimizzare gli orari abbiamo fatto biglietti con compagnie separate ma ci sono buone offerte anche con A/R stessa società;
*disponibili anche voli da/per Aeroporto Wilson di Nairobi, ma ci sono meno voli e compagnie, che spesso incidono su comodità orari e prezzi;
*per l’accesso al JKIA bisogna passare più controlli, il primo è ad una sorta di casello a qualche centinaia di metri dall’aeroporto stesso: i passaggeri devono scendere dai mezzi, muniti di passaporto e fare lo screening ai metal detector in appositi tornelli, mentre le auto col driver vengono controllate una ad una (sotto il veicolo, all’interno, nel baule, ecc.). All’uscita si attende la rispettiva vettura sul marciapiede a lato della strada, in un’evidente situazione non regolata ed abbastanza caotica negli orari di punta;
*il terminal 1D, adibito alle partenze domestiche della Kenya Airways, è il primo sulla destra arrivando dalla strada di collegamento;
*si tratta di un’area molto piccola ed essenziale, dopo un controllo bagagli si accede agli spazi degli sportelli check-in della compagnia (per registrazione boarding pass e consegna bagaglio stiva): all’interno nessun servizio extra quali cafè o fast food, fatto salvo per un mini negozietto con snack, salatini, riviste, carte telefoniche e bevande confezionate. Se avete tempo o voglia di mangiare/bere qualcosa, è quindi consigliato fermarsi nei vari ristoranti/cafè posti all’esterno del terminal dove c’è maggiore scelta (consigliato Java House Cafè): in questo caso si può uscire dal terminal e rientrare, ovviamente presentando il biglietto volo e rifacendo il controllo;
*per accedere al gate c’è un altro controllo per il bagaglio a mano;
*nel gate per le partenze interne è presente un bar, sempre aperto ma non fornitissimo;
*sale d’attesa piccole ma funzionali, prese per ricarica apparecchi elettronici, qualche zanzara, procedure di imbarco rapide;
*volo di un’ora circa su aereo ad elica da 50-70 posti.

#Dove abbiamo alloggiato a Watamu?
Abbiamo scelto Watamu poichè si tratta di una piccola e tranquilla cittadina turistica, ormai sì, blasonata per il turismo italiano ma, che mantiene ancora una sostanza tutto sommato caratteristica, basta allontanarsi di poco dalle zone dei resort. E poi perchè si trova in un’area naturalistica particolare adiacente la riserva marina protetta, il Mida’s Creek e la foresta Arabuko.
Per avere maggiore flessibilità, spendere meno e avere un contatto più diretto con la gente, abbiamo preferito affittare un appartamento privato ricercando su Airbnb: l’appartamento Bouganville in Villa Nyumba Naros.
*Appartamento parte di un edificio con altri ampi alloggi privati, gestiti con cura dal proprietario Nasibu, originario di Malindi ma ormai ben adattato ad abitudini e lingua italiana, sempre disponibile e raggiungibile per risolvere qualsiasi necessità o dispensare consigli, su richiesta organizza anche safari e tante altre escursioni nei pressi di Watamu;
*casa in posizione interna e tranquilla, vicina alla strada principale del paese dove si trovano locali e mezzi di trasporto per andare ovunque; zona autentica con gente del posto sempre molto gentile e sorridente;
*appartamento pulito, spazioso e arredato con cura con dettagli afro;
*giovani e gentili ragazzi dello staff per pulizia della casa giornaliera e sicurezza notturna, discreti e molto cordiali;
*due bagni a disposizione, un open space sala-cucina molto carino con comodo bancone e sgabelli, camera da letto spaziosa e fresco divano esterno per piacevoli momenti di relax all’aperto;
*a circa 15 minuti a piedi dalla prima spiaggia di Watamu;
*transfer da/per aeroporto su auto privata, 30 minuti circa: 4.000 KES (circa 35€) pagati a parte;
*totale 243€ per 5 notti (50% subito, 50% a 15 giorni dal soggiorno).

Aperitivo casalingo…

#Meteo e condizioni mare di Watamu a luglio?
Una vacanza a Watamu è sicuramente qualcosa per cui vale il viaggio, spiagge bianche, mare caldo e cristallino, sole e ritmi blandi.
Ma bisogna essere informati su alcuni aspetti importanti generali o se andate in determinati periodi d’estate:
*il periodo giugno-luglio coincide qui con l’inizio della primavera, pertanto il tempo è ancora poco stabile dopo la stagione delle piogge;
*molte spiagge, se non negli spazi di fronte ai resort, hanno montagne di alghe sul bagnasciuga e alcune in acqua che, col passare dei giorni a partire da agosto verranno lentamente ripulite dalle onde;
*molti resort sono chiusi e riaprono verso fine luglio/inizio agosto, solo quelli internazionali (Aquarius e Ocean Sports) sono attivi tutto l’anno, pertanto anche alcune strutture come beach cafè, noleggio lettini, affitto materiale da spiaggia non sono funzionanti;
*spiagge poco affollate e con diversi tratti deserti (per noi un bene!);
*giornate costantemente ventose durante il giorno e durante l’alta marea, meno durante la bassa marea;
*mare mosso al largo, ma notevolmente frenato dalla barriera e quindi più calmo verso riva;
*condizioni ideali per kite-surf e possibilità di noleggio e lezioni;
*temperature medie 28° di giorno e 22° la sera, con qualche nuvola passeggera e solo una mattinata grigia di pioggia;
*dotarsi di scarpette da scogli per camminare in acqua e durante la bassa marea.

#Come gestire i Beach Boys?
I Beach Boys sono ragazzi che per guadagnare da vivere cercano di proporre attività ed escursioni varie ai turisti che generalmente incontrano sulla spiaggia.
Sono tanti, a volte un pò insistenti ma mai maleducati o irrispettosi, senza dubbio molto dipende anche dall’approccio iniziale.
Memori anche di un viaggio a Zanzibar, può essere utile qualche piccola informazione e consiglio frutto delle nostre esperienze:
*sono tutti ragazzi sotto i 30-35 anni, sono locali o spesso originari di altre zone della costa o addirittura dell’interno, trasferitisi stagionalmente per lavorare coi turisti;
*spesso vivono a qualche km fuori Watamu, verso l’interno dove gli affitti costano meno, e si spostano ogni giorno a piedi o con moto;
*nella lunga stagione delle piogge lavorano nei campi, pescano o si ingegnano con piccole attività rurali e poco remunerative, spesso anche difficili da svolgere a causa del maltempo. E’ facile pensare quindi che lavorare con i turisti invogli i giovani a spostarsi: più soldi in meno tempo e con meno fatica;
*spesso hanno figli da sfamare e mogli, se sono riusciti a raccogliere abbastanza denaro per pagare la famiglia della donna;
*sono in parte musulmani ed in parte cristiani, con relative usanze ed abitudini;
*lo straniero bianco è detto “muzungu”, comunemente tradotto uomo bianco, e spesso associato a vita benestante;
*il turista italiano è uno dei pochi che si intrattiene in conversazioni, a differenza di altri europei, motivo per cui tutti parlano abbastanza o molto bene la nostra lingua, addirittura con dialetti o modi di dire che attirano la simpatia degli ospiti;
*la zona tra Malindi e Watamu è ormai da anni battutissima da connazionali, in vacanza o trasferiti per lavoro, elemento favorito anche dall’apertura di grandi resort a conduzione italiana, che quindi ha portato ad un adeguamento dei locali a questa buona opportunità;
*hanno quasi tutti soprannomi italiani per meglio farsi riconoscere e ricordare dai turisti;
*gli avvicinamenti avvengono sulle spiagge, spesso in prossimità dei resort anche durante una passeggiata, prima da 1 o 2 ragazzi poi anche con gruppi di 7/8 se improvvisati;
*ma in generale, esistono codici e regole non scritte tra i BB, come portare la camicia bianca per identificarsi come stesso gruppo di lavoro in ogni spiaggia;
*ogni turista può avere al massimo 2 BB intorno a sè;
*se una coppia/gruppo di turisti stanno parlando, contrattando o facendo un’escursione con qualche BB, gli altri gruppi non intervengono con ulteriori proposte;
*si è più “vulnerabili” i primi giorni quando si è ben riconoscibili dal colore pallido di inizio vacanza, spaesati dalla nuova situazione e mentalmente poco preparati alla realtà: dopo qualche giorno impareranno a conoscervi e voi a conoscerli e quindi ci sarà meno insistenza;
*ma semplicemente è sufficiente declinare ogni richiesta con un “No,grazie”, “Siamo già stati qui altre volte e non ci occorre nulla”, “Abbiamo già fatto tutte le escursioni che ci interessavano”, “Sono già d’accordo con/Per le escursioni mi rivolgo a…”;
*i prezzi di attività ed escursioni sono tutti trattabili, sempre bene farlo prima ed in modo chiaro e pagando alla fine;
*attività ed escursioni organizzate direttamente coi BB non hanno assicurazione, a differenza crediamo di quelle acquistate in hotel o agenzia, ma sono comunque generalmente sicure ed apprezzabili;
*si trovano anche tante recensioni o post sui BB su internet, spesso sono loro i primi che, per maggiore pubblicità, richiedono un feedback positivo se hanno lavorato bene;
*spesso, al declinare delle offerte su attività ed escursioni, alcuni giocano la carta della sensibilità, richiedendo una donazione/mancia per sfamarsi: è chiaro che, anche volendo, accontentare tutti è difficile, quindi piuttosto si può acquistare qualche piccolo souvenirs dalle loro botteghe o dare qualcosa come 200/400 KES (1,5/3 €) a patto che se li dividano. Quasi certamente, se farete così davanti a più ragazzi del gruppo, li investiranno per acquistare un sacco di farina di mais per fare ugali (polenta locale) e ci mangeranno in tanti per giorni;
*stesso discorso è valido per le escursioni, che se organizzate bene, coinvolgono più persone locali dando lavoro e sostentamento;
*oppure potete barattare/regalare oggetti (come semplici sigarette, maschere subacquee, fasce per capelli, canotte, ecc.);
*i ragazzi più esperti non lavorano più adescando turisti sulle spiagge, ma hanno profili social attivi e seguiti con cui comunicano e si promuovono;
*più volte anche il governo kenyota ha cercato di arginare il fenomeno BB, ma senza grandi risultati.

Relax a Jacaranda Beach

#Come muoversi a Watamu?
Watamu è una piccola e tranquilla cittadina costiera e proprio per questo muoversi è normalmente facile. Per gli spostamenti più brevi ovviamente andare a piedi è la soluzione migliore, soprattutto di giorno per raggiungere le spiagge o i negozietti del paese: di sera occorre invece fare maggiore attenzione, poichè le strade sono buie e comunque frequentate.
Il mezzo più veloce e comune è il bajaj, ovvero modelli di moto indiana con sella lunga utilizzati come taxi che portano fino a 3 adulti: sono tantissimi e operativi praticamente a tutte le ore (anche se di notte se ne trovano pochi e solo vicino ai locali aperti). Le tariffe delle corse si contrattano in base alla destinazione, ma in generale possono variare da 0,5€ a 3€: si possono fermare con un semplice gesto in strada o in punti di incontro informali, spesso in aree strategiche come ristoranti, grandi resort o spiagge.
Ci sono poi i tuc-tuc, piccoli furgoncini tipo Ape Piaggio, per 4 persone circa: costano un pò di più della moto, ma l’esperienza è divertente e si può provare per brevi tragitti.
Il Matatu è invece il mezzo più utilizzato in Africa, si tratta di minibus spesso sgangherati e folcloristici che possono trasportare un numero indefinito di persone con la sola certezza della fermata di partenza e di arrivo: infatti si sale/scende dove si vuole durante il tragitto, con una chiamata a voce o bussando sulla carena del bus, costi irrisori di poche decine di KES.
Come ultima alternativa si trovano diverse soluzioni private di ragazzi che utilizzano la propria auto per trasportare i turisti o bus navette private gestite dai resort: se non compresi, i prezzi sono ovviamente molto più alti.

#Quali attività/escursioni si possono organizzare a Watamu?
Sia con BB, agenzie o tour operator locali, sono spesso simili le attività proposte, spesso cambiano solo i costi, magari qualche piccola variante nei programmi o talvolta qualcuno che prova ad offrire esperienze un pò più autentiche.
*Il safari è una delle attività più importanti e spesso proposta a chi visita per la prima volta queste zone: per motivi di tempo e costi sono i parchi dell’est i più gettonati (Tsavo Est in primis, poi Amboseli, Taita Hills), raggiungibili in poche ore di auto dalla costa. Game drive da 2 ad anche 7 notti in diverse sistemazioni, i prezzi possono essere competitivi ma ovviamente è sempre bene informarsi su più fronti e dove possibile contrattare.
Per le tasche più abbienti, vengono organizzati anche safari nel Masai Mara e altri parchi più lontani, quasi sempre con piccoli voli interni, date le distanze.
In tutti i casi, consiglio di fare almeno 2 notti di safari, assicurarsi una guida locae ed esperta, non centellinare troppo al risparmio poichè si rischia una esperienza scadente;
*Aperitivo al tramonto presso Crab Shack a Dabaso Mida’s Creek (meno di mezza giornata), tappa fissa per chi soggiorna a Watamu. Mida Creek è una naturale insenatura all’interno del Parco Nazionale marino di Watamu, riserva dal 1968 con ricchezza e complessità della biodiversità, valore ecologico di flora e fauna, ed un ecosistema di mangrovie tra i più attivi al mondo. E’ stato costruito artificialmente ma in maniera ecologica un fitto sistema di passerelle e capanne, con un piccolo centro per convegni ambientalistici: ma è il ristorante Crab Shack il fulcro del progetto, che fornisce modesti aperitivi fronte mare in un contesto molto particolare. Il locale si può raggiungere dalle spiagge di Watamu con piccole barche a motore o canoe, spesso vengono offerte escursioni al tramonto anche dai BB, ma si può tranquillamente raggiungere il posto in autonomia prendendo un mezzo locale a pochi euro o facendosi accompagnare da qualche ragazzo del posto che per una piccola mancia vi spiegherà bene le caratteristiche del luogo: il ristorante è aperto dalla mattina fino alle 20, meglio però organizzarsi per prendere posto entro il calar del sole.
I turisti pagano un ticket alla biglietteria di 500KES a persona (4€ circa, che verranno in parte reinvestiti nel progetto stesso) compreso di una consumazione analcolica detta soda (bibite o acqua) e porzione di samosa, popolare snack indiano qui rivisitato con verdure e spezie o polpa di granchio fresco: per altre porzioni o alcolici occorre pagare a paarte allo staff.
Ci sono diversi tavoli (possibile anche riservarli), ma i migliori con vista panoramica sono i più richiesti per vedere il tramonto del sole dietro mare e mangrovie. Sarà difficile trovare poca gente se vi piace il totale relax, ma l’atmosfera è comunque piacevole e rilassante.
*Attività collegata alla precedente è il giro in canoa nel creek, per esplorare la foresta di mangrovie da vicino e ammirare il tramonto da un’altra prospettiva: sicuramente suggestivo ma personalmente credo non imperdibile e con un costo maggiore;
*Safari Blu (giornata intera), una delle escursioni più richieste, per fare snorkeling e vedere le spiagge più belle del tratto di Watamu: è bene sapere però che, durante i mesi estivi (luglio fino a settembre), il mare oltre la barriera è molto mosso quindi le barche non escono oltre, ma si muovono tra barriera e costa, dove i migliori punti per lo snorkeling sono massimo 2 o 3. Con molto vento c’è comunque il rischio di mare agitato anche entro la barriera durante l’alta marea, quindi ovvio valutare condizioni ed orari. L’avvistamento di delfini o tartarughe, generalmente associato a questa escursione, avviene solo da novembre a febbraio circa, quando il mare è piatto e le barche possono raggiungere il mare aperto.
L’escursione può costare prezzi leggermente differenti, in base ai mediatori cui vi rivolgete, ma in generale offerta e programmi sono simili, poichè le barche fanno capo a pochi gruppi locali (tra cui Sorpreso Tour).
La nostra esperienza è costata 5.000 KES (43€) per persona, compreso di trasferimento moto fino al punto di partenza, giornata intera sulla barca e pranzo su isolotto con grigliata di pesce. Le barche hanno botola di vetro per osservare i fondali, un tetto piatto per prendere il sole riparati dagli schizzi e l’attrezzatura per lo snorkeling (un pò scadente, consigliamo di portarvela): preferite gruppi poco numerosi soprattutto per godervi le soste in aree non troppo affollate.
La giornata si svolge con partenza alle 9 circa dalla spiaggia di Blue Bay, primo stop snorkeling al largo di Garoda e successivamente altra nuotata sulla spiaggia di Garoda al principio della bassa marea per godere del formarsi dei tratti di sabbia bianca nel mare: ripartenza verso il creek, dove presso un piccolo molo si fa una rapida sosta di carico delle cassette col cibo per poi proseguire verso un’isolotto attrezzato con tavoli e bagni dove pranzare. Cucina saporita di pesce fresco e grigliato, verdure, riso, frutta, acqua, bibite e anche caffè con moka: quest’area è coordinata da ragazzi volontari che quotidianamente vi arrivano per pulire la spiaggia (da plastica e rifiuti, anche se non sempre perfettamente), nonchè aiutare durante i pranzi, vendere piccoli souvenir alle bancarelle o proporre brevi tour in canoa nella natura del creek. Dopo una pausa, intorno le 15 si riparte ripercorrendo la stessa rotta, con una nuova sosta bagno al largo di Garoda e rientro verso le 17, in tempo per una passeggiata lungo spiaggia a Blue Bay ed una birra in riva al mare;
*Seven Islands e Isola dell’Amore (mezza giornata), escursione con piccola barca a remi di pescatori dalla spiaggia del Seven Island Resort di fronte a alcune piccole isole ben visibili durante la bassa marea, per approdare ad una piccola oasi con tratto di spiaggia che con la bassa marea prende la forma di un cuore (da qui Isola dell’Amore): con pochi euro avrete frutta fresca comprata alle bancarelle per fare una merenda frugale (o pesce per un pranzo più abbondante) insieme ai vostri accompagnatori, per poi fare un breve giro a piedi nel reef emerso alla scoperta di stelle marine, granchi e piccoli esseri viventi del mare. Escursione piacevole e particolare, anche perchè oltre all’incantevole paesaggio naturale, nonostante il tempo poco soleggiato, abbiamo avuto modo di trascorrere tempo con simpatica gente locale lontano da turisti in un punto praticamente deserto. Esperienza fatta con Suale Sahib a 3.000 KES totali (26€) con frutta, moto e barca, che indirettamente ha coinvolto anche altri nel lavoro dando possibilità di guadagnarsi qualcosa;
*Rovine di Gede (mezza giornata), è l’escursione ideale se non c’è sole e volete aggiungere anche un tocco storico-culturale al viaggio: si tratta del sito storico del villaggio di mercanti arabi di Gede, rovine risalenti tra XIII e XVIII secolo testimonianza della fiorente attività mercantile e commerciale dell’epoca con diversi ritrovamenti provenienti da India, Spagna, Venezia e Cina. Si arriva da Watamu in circa 15 minuti di moto o tuc-tuc, la strada è scorrevole a parte l’ultimo km dentro il villaggio “moderno”: si fa rifornimento di banane ed al cancello si paga il ticket per accedere di 1.000 KES (8€) compresa la guida locale in italiano, Andrew detto “Piero Angela”, simpatico e coinvolgente. Il sito monumentale è anche la casa di diverse famiglie di ghiottissime scimmie, che vi saltano addosso appena invitate a banchettare con le banane, ed anche di grandi baobab secolari.
*Malindi Market e città (mezza giornata), altra opzione in caso di nuvole, per scoprire abiti, prodotti locali, colori, sapori ed odori che solo un mercato popolare africano può offire, rigorosamente contrattando ogni acquisto: da Watamu si arriva in 40 minuti circa è quindi consigliabile andarci in auto;
*Biosnake Farm
*Jacaranda Beach, si trova a metà strada circa tra Watamu e Malindi ed è una delle spiagge più belle della zona, lunga lingua di sabbia bianca, mare cristallino, tanti lussuosi resort lungo il litorale: ci si arriva meglio in moto (bajaj) o jeep poichè la strada nell’ultimo tratto non è asfaltata ma piuttosto sconnessa e piena di buche. Contrattando si può ragionevolmente ottenere un prezzo per tragitto a 300-500 KES (2,5/4,5€), magari scambiando numero cellulare per organizzarsi al ritorno: in tutti i casi qualche moto si trovano sempre nei pressi del villaggio e dei resort.
Arrivando da Watamu, la prima parte di spiaggia è quella dove sono presenti i resort più grandi e sfarzosi, nonchè il punto dove si concentra la maggior parte dei BB che riescono quindi ad agganciare più facilmente i numerosi turisti: la parte salendo verso Malindi è invece un pò più selvaggia e meno affollata, essendoci anche meno strutture.
Jacaranda è ottimale per raggiungere i banchi di sabbia di Mayungu Beach, (impropriamente battezzati Sardegna2) che con la bassa marea affiorano a ridosso della barriera corallina in una incredibile atmosfera di colori: vengono organizzate escursioni con piccole barche per arrivare a ridosso del reef quando l’acqua si abbassa, ma volendo è possibile anche arrivarci passeggiando per qualche centinaia di metri (utili le scarpette da scogli), preferibilmente poco prima che la bassa marea sia totale in modo da essere i soli o quasi e godersi il momento.
Per i più dinamici, la passeggiata lungo la spiaggia può da qui, in circa 15min, portare alle spalle del villaggio di Mayungu, piccolo agglomerato di pescatori dove i migliori ristoranti si riforniscono di pesce buono ed abbondante;
*Garoda Beach è il lungo tratto di spiaggia vicino all’insenatura di Mida’s Creek, nella parte sud-ovest di Watamu: spiaggia bianchissima e mare cristallino, anche qui sede di numerosi resort e case private affacciate sul mare. Il litorale è piuttosto esposto al vento, con acqua piatta e bassa, condizioni ideali per praticare il kite-surf, motivo per cui è presente un’importante scuola gestita da italiani (la stessa è presente anche sulla spiaggia di Jacaranda), JC KiteHouse School, perfetta per principianti o esperti freestyler. La spiaggia si raggiunge facilmente dal centro di Watamu con pochi minuti di bajaj o passeggiando lungo strada o spiaggia: in alta stagione alcuni resort offrono bar aperto e noleggio lettini, mentre durante la bassa stagione si trovano facilmente ragazzi del posto che affittano lettini e organizzano aperitivi, pranzi di pesce o abbondanti piatti di frutta;
*Che-Shale, Isola di Robinson e Marafa Canyon (giornata intera), escursione combinata a nord di Malindi (siamo ad oltre 1h di macchina), nella spiaggia dorata di Che-Shale caratterizzata da granelli di sabbia mescolati a pirite che la rendono splendente alla luce del sole. Con una canoa si può arrivare all’isola di Robinson passando in mezzo alle saline più grandi del Kenya, in un’area selvaggia e incontaminata, dove vengono preparati pranzi a base di pesce e frutta fresca. Abbinato c’è il trasferimento verso l’interno della zona, per visitare il canyon di Marafa detto “Hell’s kitchen”, depressione geologica di roccia arenaria scolpita da pioggia e vento, da visitare nelle ore di alba e tramonto per la l’alternarsi di diverse colorazioni magiche e surreali.

#Mangiare a Watamu?
La cucina kenyota è altamente legata alle radici storiche del paese, unendo influenze arabe, inglesi e indiane: presenta varietà di carne, pesce, frutta e verdure, non è troppo piccante ma comunque ricca di spezie.
A Watamu le soluzioni sono diverse e per tutte le tasche, si va dai ristoranti italiani alle più tradizionali tende spartane (garage o grandi baracche attrezzate con tavoli e cucina) che offrono ricette locali: ovviamente abbiamo provato quest’ultime, nettamente più coinvolgenti ed economiche.
Uncle Sam, piccola tenda di fronte al club-bar InQlusive sulla strada principale di TurtleBay, principalmente si mangia pollo alla griglia con riso al cocco, mchicha (spinaci in umido), patate o piatti unici con ugali (polenta di mais) e stufato di carne. Sam, loquace proprietario che apprezza intrattenersi coi commensali in un perfetto inglese, su richiesta cucina anche abbondanti grigliate di pesce. No alcolici, ma potete portarli o ordinarli e verranno acquistati nel locale di fronte, con l’aggiunta di una piccola maggiorazione: totale a meno di 1.000KES (9€);
Swahili Cafè, ristorante tipico di stampo musulmano sulla strada per Gede nella zona più popolare e vecchia di Watamu, chapati (simili a piadine), kachumbari (insalata di pomodori e cipolle), riso pilau (riso basmati speziato, con carne stufata, fagioli e verdure), biryani (riso con carne di manzo, capra o pollo con spezie e verdure), ma anche piatti di pesce e crostacei grigliati o pasta: spesa media 15€ totali;
Wasafi Swahali Dishes, ristorante con terrazza nella zona centrale del villaggio, principalmente piatti di pesce (polipo e gamberi) e spiedini grigliati, ma anche carne e dolci: prezzo medio 15-20€ totali;
-altre tende provate a sensazione, sia per cena che al mattino per la colazione a base di tazzone di caffè nero (con evidenti sentori speziati allo zenzero), uova strapazzate, polpettine speziate, ciambelline dolci e frutta fresca;
-Marafiki e Malaika

#Vita notturna a Watamu?
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Klub Kalahari

#Consigli generali?

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